Maltrattamenti, atti persecutori e codice rosso
Le violenze in famiglia o nelle relazioni affettive, lo stalking, la diffusione di immagini intime hanno una disciplina penale specifica, con tempi rapidi e misure di protezione immediate. Lo Studio assiste le vittime nel far valere i propri diritti e difende chi è accusato, con la stessa attenzione al rispetto delle regole del processo.
I reati più frequenti sono i maltrattamenti contro familiari e conviventi (art. 572 c.p.), gli atti persecutori (art. 612-bis c.p.), le lesioni personali aggravate, la violenza sessuale (art. 609-bis c.p.) e la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti (art. 612-ter c.p.). È reato anche violare l'allontanamento dalla casa familiare o il divieto di avvicinamento (art. 387-bis c.p.).
Con il cosiddetto codice rosso (legge 19 luglio 2019, n. 69) e le riforme successive, questi procedimenti hanno una corsia preferenziale: la polizia giudiziaria riferisce subito al pubblico ministero, che di regola deve sentire la persona offesa entro tre giorni. Le misure cautelari, come l'allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento anche con il braccialetto elettronico, possono arrivare in tempi molto brevi.
Prima ancora del processo, il Questore può ammonire l'autore di atti persecutori o di violenza domestica; se la condotta prosegue, le conseguenze penali si aggravano. La persona offesa viene informata della scarcerazione o della modifica delle misure e può presentare le proprie osservazioni.
Per la persona offesa sono previste tutele specifiche: il patrocinio a spese dello Stato anche oltre i limiti di reddito per molti di questi reati, modalità protette di audizione, la costituzione di parte civile per il risarcimento del danno. Per gli atti persecutori la querela può essere presentata entro sei mesi.
Lo Studio assiste le vittime dalla denuncia alle misure di protezione e al processo, e difende le persone accusate, valutando con rigore gli elementi a carico, le misure cautelari e le loro prescrizioni, anche per evitare violazioni che aggravino la posizione.
Domande frequenti
Entro quando si può presentare la querela per stalking?
Entro sei mesi. In alcuni casi si procede d'ufficio, per esempio quando l'autore era già stato ammonito dal Questore o la vittima è minorenne o persona con disabilità.
Che cos'è il divieto di avvicinamento?
È una misura cautelare con cui il giudice vieta alla persona accusata di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla persona offesa e di comunicare con lei, anche con il braccialetto elettronico. Violarla è un reato.
Chi è accusato può difendersi anche se c'è una misura urgente?
Sì: può chiedere il riesame della misura entro 10 giorni, essere sentito dal giudice e contestare gli elementi a carico. Nel frattempo è fondamentale rispettare le prescrizioni.
