Ho ricevuto un atto · Arresto e misure cautelari
Custodia cautelare o arresti domiciliari: cosa fare
Il giudice ha disposto il carcere, i domiciliari o il ricovero in luogo di cura in attesa del processo. Il riesame va chiesto entro 10 giorni.
- Che titolo ha
- Ordinanza applicativa di misura cautelare · Ordinanza di custodia cautelare in carcere
- Chi lo manda
- Giudice o Tribunale penale; Carabinieri, Polizia o Guardia di Finanza
- Entro quando
- 10 giorni per il riesame
Cos'è
Le misure cautelari custodiali sono la custodia in carcere, gli arresti domiciliari, anche con il braccialetto elettronico, e la custodia in luogo di cura (artt. 284, 285 e 286 c.p.p.). Il giudice le applica quando ci sono gravi indizi e almeno un'esigenza cautelare: pericolo di fuga, di inquinamento delle prove o di reiterazione del reato.
Dopo l'esecuzione la persona deve essere interrogata dal giudice, salvo che sia già stata sentita prima, entro termini brevi: 5 giorni per la custodia in carcere, 10 giorni per le altre misure (art. 294 c.p.p.).
Le misure hanno una durata massima che dipende dal reato e dalla fase del processo, e possono essere revocate o sostituite con misure meno gravi quando le esigenze si attenuano (art. 299 c.p.p.).
Chi lo manda
Il giudice per le indagini preliminari, su richiesta del pubblico ministero, o il giudice che procede; l'ordinanza è eseguita dalla polizia giudiziaria.
Entro quando muoversi
Contro l'ordinanza si può chiedere il riesame al tribunale della libertà entro 10 giorni dall'esecuzione o dalla notifica (art. 309 c.p.p.). Il tribunale deve decidere entro termini brevissimi.
In ogni momento si può chiedere la revoca o la sostituzione della misura, se cambiano le circostanze.
Calcola la scadenza
Per calcolare la data apri il calcolatore delle scadenze.
- Il calcolo è indicativo e segue le regole generali: non tiene conto di feste locali (come quella del santo patrono), di notifiche particolari o di casi speciali, che possono cambiare la scadenza.
- Se l'atto è arrivato per posta, la data da cui si conta è di regola quella della consegna; se non eri in casa, quella del ritiro all'ufficio postale o, se non lo ritiri, dieci giorni dopo la spedizione dell'avviso di deposito (compiuta giacenza). Per le notifiche via PEC conta la data di consegna nella casella.
- Non aspettare l'ultimo giorno: rivolgiti a un avvocato con anticipo.
Cosa fare subito
- Nomina un difensore di fiducia, o fallo nominare da un familiare.
- Consegna al difensore l'ordinanza completa: servirà per il riesame.
- Prepara con il difensore l'interrogatorio di garanzia.
- Raccogli documenti su lavoro, famiglia e salute, utili a chiedere una misura meno grave.
Cosa non fare
- Non violare le prescrizioni dei domiciliari: la misura può essere aggravata e l'allontanamento è evasione.
- Non contattare testimoni, coindagati o persone offese.
- Non lasciar passare i 10 giorni per il riesame.
Documenti da conservare
- L'ordinanza e il verbale di esecuzione
- La nomina del difensore
- Documenti su lavoro, residenza e famiglia
- Certificati medici, se rilevanti
Atti simili
- Arresto, fermo e udienza di convalida
- Obbligo di firma, divieto di avvicinamento e altre misure cautelari
- Invito all'interrogatorio preventivo
Domande frequenti
I domiciliari si possono scontare a casa di un parente?
Sì, se il giudice lo autorizza: occorre indicare un domicilio idoneo e il consenso di chi vi abita.
Posso andare al lavoro durante i domiciliari?
Solo se il giudice lo autorizza, per esigenze di lavoro o indispensabili di vita.
Il periodo di custodia si sconta dalla pena?
Sì. In caso di condanna, il periodo trascorso in custodia cautelare, anche ai domiciliari, viene detratto dalla pena da eseguire.
Le informazioni di questa pagina hanno carattere generale, sono aggiornate a ottobre 2026 e non sostituiscono un parere legale sul singolo caso: ogni atto va letto per intero ed esaminato con un avvocato. Lo Studio non garantisce alcun risultato.
