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Decreto penale di condanna: che cos'è e cosa fare

Il giudice ti ha condannato a una pena pecuniaria senza processo. Hai 15 giorni per fare opposizione.

Che titolo ha
Decreto penale di condanna
Chi lo manda
Giudice o Tribunale penale
Entro quando
15 giorni dalla notifica

Cos'è

Il decreto penale di condanna è un provvedimento del giudice per le indagini preliminari che, su richiesta del pubblico ministero, applica una pena pecuniaria senza che si svolga un processo (artt. 459 e seguenti c.p.p.). La pena pecuniaria può anche sostituire una pena detentiva.

Se nessuno fa opposizione, il decreto diventa esecutivo: la pena va pagata e la condanna viene iscritta nel casellario giudiziale.

Il decreto ha alcuni effetti più favorevoli rispetto a una condanna in giudizio: per esempio non comporta la condanna al pagamento delle spese del procedimento né l'applicazione di pene accessorie, e non ha efficacia di giudicato nei giudizi civili o amministrativi (art. 460, comma 5, c.p.p.).

Chi lo manda

Lo emette il giudice per le indagini preliminari del Tribunale, su richiesta del pubblico ministero. Viene notificato all'imputato e al difensore.

Entro quando muoversi

Entro 15 giorni dalla notifica l'imputato può proporre opposizione (art. 461 c.p.p.). Con l'opposizione si può chiedere il giudizio immediato, il giudizio abbreviato, l'applicazione della pena su richiesta (patteggiamento), l'oblazione o la sospensione del procedimento con messa alla prova.

Dopo la riforma del 2022, se l'imputato rinuncia all'opposizione e paga la pena pecuniaria entro 15 giorni dalla notifica, la pena è ridotta di un quinto (art. 460, comma 5, c.p.p.).

Opporsi o pagare è una scelta da fare con il difensore, valutando le prove, i vantaggi del decreto e i rischi del giudizio.

Calcola la scadenza

Per calcolare la data apri il calcolatore delle scadenze.

  • Il calcolo è indicativo e segue le regole generali: non tiene conto di feste locali (come quella del santo patrono), di notifiche particolari o di casi speciali, che possono cambiare la scadenza.
  • Se l'atto è arrivato per posta, la data da cui si conta è di regola quella della consegna; se non eri in casa, quella del ritiro all'ufficio postale o, se non lo ritiri, dieci giorni dopo la spedizione dell'avviso di deposito (compiuta giacenza). Per le notifiche via PEC conta la data di consegna nella casella.
  • Non aspettare l'ultimo giorno: rivolgiti a un avvocato con anticipo.

Cosa fare subito

  1. Annota la data di notifica: da lì partono i 15 giorni.
  2. Consegna subito il decreto al difensore, insieme agli atti ricevuti in precedenza.
  3. Valuta con il difensore se fare opposizione, e con quale rito, oppure se pagare con la riduzione.
  4. Se scegli di pagare, conserva con cura la ricevuta del pagamento.

Cosa non fare

  • Non considerarlo «solo una multa»: è una condanna penale.
  • Non lasciar passare i 15 giorni senza una decisione.
  • Non pagare senza aver prima valutato con il difensore le conseguenze del pagamento.

Documenti da conservare

  • Il decreto con la relata di notifica
  • Gli atti ricevuti in precedenza (informazione di garanzia, verbali)
  • La ricevuta dell'eventuale pagamento
  • I documenti utili a ricostruire il fatto

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Domande frequenti

Se faccio opposizione, la pena può aumentare?

Sì, può accadere: con l'opposizione si apre il giudizio e il giudice può applicare una pena diversa, anche più grave, e revocare i benefici concessi con il decreto (art. 464, comma 4, c.p.p.).

Che cosa succede se non faccio nulla?

Trascorsi i 15 giorni senza opposizione, il decreto diventa esecutivo: la pena pecuniaria va pagata e la condanna resta iscritta nel casellario.

Il reato si può estinguere?

Sì, se la pena pecuniaria è stata pagata e se, entro cinque anni (per i delitti) o due anni (per le contravvenzioni), il condannato non commette un delitto né una contravvenzione della stessa indole: in quel caso il reato si estingue (art. 460, comma 5, c.p.p.).

Le informazioni di questa pagina hanno carattere generale, sono aggiornate a ottobre 2026 e non sostituiscono un parere legale sul singolo caso: ogni atto va letto per intero ed esaminato con un avvocato. Lo Studio non garantisce alcun risultato.

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