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Ho ricevuto un atto · Perquisizioni e sequestri

Sequestro preventivo: che cos'è e cosa fare

Il giudice ha bloccato beni, conti o un'azienda per evitare che il reato continui o per garantire una futura confisca.

Che titolo ha
Decreto di sequestro preventivo · Decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca
Chi lo manda
Giudice o Tribunale penale; Carabinieri, Polizia o Guardia di Finanza
Entro quando
10 giorni per la richiesta di riesame

Cos'è

Il sequestro preventivo blocca una cosa pertinente al reato quando la sua libera disponibilità potrebbe aggravarne o protrarne le conseguenze o agevolare altri reati, oppure quando si tratta di beni di cui è consentita la confisca (art. 321 c.p.p.).

Può riguardare conti correnti, immobili, veicoli, quote societarie e intere aziende. Nei reati tributari, contro la Pubblica Amministrazione e in molti altri casi può essere disposto anche «per equivalente», cioè su beni di valore corrispondente al profitto del reato.

Lo dispone il giudice per le indagini preliminari su richiesta del pubblico ministero. Nei casi urgenti lo dispone il pubblico ministero o la polizia giudiziaria, con convalida del giudice entro termini brevi (art. 321, comma 3-bis, c.p.p.).

Chi lo manda

Il giudice per le indagini preliminari, su richiesta del pubblico ministero; viene eseguito dalla polizia giudiziaria, spesso dalla Guardia di Finanza.

Entro quando muoversi

Contro il decreto si può chiedere il riesame al tribunale entro 10 giorni dall'esecuzione o da quando se ne è avuta conoscenza (art. 324 c.p.p.). Contro gli altri provvedimenti in materia di sequestro è previsto l'appello (art. 322-bis c.p.p.).

Se il sequestro blocca l'attività di un'impresa, occorre valutare subito con il difensore le richieste possibili, come l'uso dei beni per pagare stipendi e fornitori o la nomina di un amministratore.

Calcola la scadenza

Per calcolare la data apri il calcolatore delle scadenze.

  • Il calcolo è indicativo e segue le regole generali: non tiene conto di feste locali (come quella del santo patrono), di notifiche particolari o di casi speciali, che possono cambiare la scadenza.
  • Se l'atto è arrivato per posta, la data da cui si conta è di regola quella della consegna; se non eri in casa, quella del ritiro all'ufficio postale o, se non lo ritiri, dieci giorni dopo la spedizione dell'avviso di deposito (compiuta giacenza). Per le notifiche via PEC conta la data di consegna nella casella.
  • Non aspettare l'ultimo giorno: rivolgiti a un avvocato con anticipo.

Cosa fare subito

  1. Consegna il decreto al difensore il giorno stesso.
  2. Fai l'elenco dei beni bloccati e delle spese urgenti che non puoi più sostenere.
  3. Raccogli i documenti che provano la provenienza lecita dei beni e il loro valore.
  4. Se è coinvolta una società, informa subito gli amministratori e il commercialista.

Cosa non fare

  • Non spostare o vendere beni sequestrati o affidati in custodia: è reato.
  • Non lasciar passare i 10 giorni per il riesame.
  • Non fare operazioni sui conti non bloccati senza averle valutate con il difensore.

Documenti da conservare

  • Il decreto di sequestro e il verbale di esecuzione
  • Estratti conto, atti di acquisto e visure dei beni
  • Bilanci e documenti dell'impresa, se coinvolta
  • Documenti sulla provenienza lecita del denaro

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Domande frequenti

Il sequestro può colpire beni di una persona non indagata?

Sì, in alcuni casi, per esempio quando i beni sono pertinenti al reato. Il terzo può far valere i propri diritti con il riesame o con le altre richieste previste.

Il sequestro diventa automaticamente una confisca?

No. La confisca può essere disposta con la sentenza, se ne ricorrono i presupposti. Fino ad allora il bene resta solo bloccato.

Le informazioni di questa pagina hanno carattere generale, sono aggiornate a ottobre 2026 e non sostituiscono un parere legale sul singolo caso: ogni atto va letto per intero ed esaminato con un avvocato. Lo Studio non garantisce alcun risultato.

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