Reati contro la Pubblica Amministrazione
Funzionari, amministratori locali, dirigenti e imprenditori che lavorano con la Pubblica Amministrazione possono trovarsi coinvolti in indagini per corruzione, peculato o turbativa d'asta. Sono procedimenti complessi, spesso accompagnati da intercettazioni, sequestri e misure interdittive, che richiedono una difesa tecnica e la conoscenza dei procedimenti amministrativi da cui nascono.
I delitti dei pubblici ufficiali contro la Pubblica Amministrazione comprendono il peculato (art. 314 c.p.), la concussione (art. 317), le diverse forme di corruzione (artt. 318, 319 e 319-ter), l'induzione indebita a dare o promettere utilità (art. 319-quater) e il rifiuto o l'omissione di atti d'ufficio (art. 328). L'abuso d'ufficio è stato abrogato nel 2024, ma restano il traffico di influenze illecite (art. 346-bis) e, nelle gare, la turbata libertà degli incanti e del procedimento di scelta del contraente (artt. 353 e 353-bis c.p.).
Rispondono non solo i pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio, ma anche i privati che danno o promettono denaro o altre utilità (art. 321 c.p.). Le indagini si basano spesso su intercettazioni, verifiche contabili e documenti delle procedure: la ricostruzione degli atti amministrativi è decisiva per distinguere una scelta discrezionale legittima da un reato.
Per questi reati sono previste misure particolarmente incisive: il sequestro e la confisca anche per equivalente del prezzo o del profitto (art. 322-ter c.p.), la sospensione dal pubblico ufficio e il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione come misure cautelari interdittive, pene accessorie interdittive in caso di condanna. Corruzione e concussione sono anche reati presupposto della responsabilità delle società (art. 25 D.Lgs. 231/2001).
La prevenzione passa dai Piani triennali di prevenzione della corruzione e della trasparenza per le Pubbliche Amministrazioni e gli enti in controllo pubblico (legge 190/2012) e dal Modello 231 per le imprese private, in particolare per quelle che erogano servizi pubblici e gestiscono risorse pubbliche, come le strutture sanitarie accreditate.
Lo Studio, forte anche dell'esperienza ultradecennale di pubblico amministratore del suo titolare, difende funzionari, amministratori e imprese nei procedimenti per reati contro la Pubblica Amministrazione e assiste enti e società nella predisposizione dei piani anticorruzione e dei Modelli 231.
Domande frequenti
L'abuso d'ufficio è ancora reato?
No: è stato abrogato dalla legge 9 agosto 2024, n. 114. Le condotte che prima vi rientravano possono però integrare altri reati, come il peculato, la corruzione o il traffico di influenze, a seconda dei casi.
Chi paga una tangente commette reato?
Sì: nella corruzione è punito anche il privato che dà o promette denaro o altre utilità al pubblico ufficiale (art. 321 c.p.).
Che cosa rischia l'impresa?
Oltre alle conseguenze per le persone coinvolte, la società può rispondere ai sensi del D.Lgs. 231/2001, con sanzioni pecuniarie, il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione e la confisca del profitto.
